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Metterci a tacere in qualche momento non significa metterci a tacere per sempre.

Per riparare all'errore politico commesso con l’assalto alla nostra acqua hanno tentato di tutto, dall'invito ai tavoli tecnici ai colloqui privati.

Non ha funzionato: siamo rimasti nelle strade, tra la gente, senza cedere sulla richiesta di ritiro della delibera del 23 novembre, a rivendicare una gestione completamente pubblica dell'intero Servizio Idrico Integrato in Campania.

La revoca della delibera di ATO 2 è stata una prima vittoria: è il risultato della lotta dei comitati civici nati per contrastare il progetto di mercificazione della risorsa acqua.

Di fronte al concreto pericolo che, passate le scadenze elettorali e la pausa estiva, venga riproposto, con modalità diverse, lo sciagurato progetto di privatizzazione l'impegno dei comitati deve restare pressante.

La tanto strombazzata costituzione di Campaniacque SPA per la gestione delle infrastrutture idriche è certamente funzionale alla privatizzazione.

Progetto confermato dalla mancata volontà politica di ripubblicizzare il Servizio Idrico Integrato nel territorio sarnese-vesuviano, così come richiesto dai comitati e dai cittadini.

La battaglia contro la mercificazione dell'acqua, così come le altre vitali lotte contro la privatizzazione, dalla cultura alla sanità, continua.

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